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Il Bonus fiscale riguarda le spese effettuate per le opere di ristrutturazione, detraibili al 50% dall’IRPEF in 10 quote annuali di pari importo.


Ora o mai piu: da gennaio 2019 addio a bonus ristrutturazioni 50%. Ci sarà solamente un bonus fiscale utilizzabile sia per interventi di risparmio energetico e ristrutturazioni e sarà al 36%

Chi sono i beneficiari della detrazione?

Possono fruire della detrazione 50% sugli interventi di ristrutturazione tutti i contribuenti assoggettati all’imposta su reddito delle persone fisiche (IRPEF) che:

  • siano titolari di un diritto reale di godimento (proprietario, locatario, usufruttario e tutti gli altri casi previsti dalla legge) sull’immobile oggetto dell’intervento
  • siano inquilini, comodatari e altre figure previste dalla normativa
  • siano familiari conviventi con il possessore o detentore dell’immobile (per la legge italiana “familiare” viene considerato: il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado)
  • accedano alla detrazione attraverso un passaggio di proprietà dell’immobile oggetto dell’intervento edilizio in corso o terminato per una successione mortis causa o una compravendita acquisendo anche la fruizione della parte restante del beneficio fiscale.

Quali sono le opere ammesse e il tetto di spesa?

Sono ammessi tutte le “opere agevolabili” effettuate su edifici esistenti e di qualsiasi categoria catastale che necessitano delle seguenti comunicazioni o autorizzazioni edilizie:

  • manutenzione ordinaria (solo se riguardano parti comuni di edifici residenziali)
  • manutenzione straordinaria
  • ristrutturazione
  • recupero e risanamento conservativo

Sono ammessi alle detrazioni anche i seguenti interventi che non necessitano di nessuna autorizzazione edilizia ma devono rispettare comunque le condizioni richieste (pagamenti con bonifico, documenti da conservare, autocertificazione, ecc.) dalla legge perché sia possibile usufruire del bonus fiscale.

  • favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone portatrici di handicap gravi (articolo 3, comma 3, della L. 104/1992)
  • adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi (grate e inferriate di sicurezza, porte blindate, ecc.)
  • le spese sostenute per la ricostruzione o il ripristino di un immobile danneggiato a seguito di «eventi calamitosi» (previa dichiarazione dello stato di emergenza).
  • spese per la progettazione e altre prestazioni professionali richieste dal tipo di intervento

Il tetto di spesa massimo delle opere detraibili é 96.000€ e sarà accessibile per tutti i pagamenti effettuati dal 26 giugno 2013 al 31 Dicembre 2013, data in cui si tornerà alla detrazione fiscale del 36% con un tetto massimo di 48.000€ per abitazione.

Manutenzione ordinaria o straordinaria?

Bonus Fiscale 50% per ristrutturazioni NOVITÀ Guide e consigli Normative e legislazioniQuali sono gli interventi che rientrano nelle manutenzioni ordinarie e quindi non necessitano alcun permesso edilizio e quali sono invece quelli che necessitano di una scia? Premettendo che alcuni comuni potrebbero regolamentare diversamente l’identificazione di tali interventi, illustriamo di seguito le definizioni, i benefici e alcuni esempi di manutenzioni ordinarie o straordinarie.

Gli interventi di “manutenzione ordinaria” sono quelli che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici anche con l’impiego di materiali diversi, purché i predetti materiali risultino compatibili con le norme e i regolamenti comunali vigenti.

Alcuni esempi:

  • Riparazione e sostituzione degli infissi, porte di ingresso, porte garage, grate, tapparelle o persiane, senza alterarne le caratteristiche quali sagoma, colori, disegno e dimensioni delle parti apribili e trasparenti;
  • Installazione di grate, limitatamente al vano finestra.
  • Installazione di tende da sole e zanzariere;

Gli interventi di “manutenzione straordinaria” sono le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni d’uso.

Esempio:

  • sostituzione degli infissi, porte di ingresso, porte garage, grate, tapparelle o persiane, con modifica di forme, materiali o colori.

La manutenzione ordinaria richiede solamente una comunicazione da consegnare al comune di residenza (visitare il sito web del proprio comune per reperire le modulistiche necessarie) e permette di usufruire degli incentivi fiscali 50% solo per gli interventi che riguardano le parti condominiali comuni di un edificio. La manutenzione straordinaria invece necessita della presentazione di una scia e permette l’utilizzo del bonus fiscale 50% anche per gli interventi sulle singole unità abitative.

Aliquote IVA per interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria

Bonus Fiscale 50% per ristrutturazioni NOVITÀ Guide e consigli Normative e legislazioniSulle prestazioni di servizi realizzati su immobili residenziali, è previsto un regime agevolato, che consiste nell’applicazione dell’Iva ridotta al 10%.

Nelle cessioni di beni significativi l’aliquota ridotta si applica a tali beni soltanto fino a concorrenza del valore della prestazione considerato al netto del valore dei beni stessi.

Tale limite di valore deve essere individuato sottraendo dall’importo complessivo della pre- stazione, rappresentato dall’intero corrispettivo dovuto dal committente, soltanto il valore dei beni significativi.

I beni significativi sono stati espressamente individuati dal decreto 29 dicembre 1999 e quelli inerenti al nostro settore sono: infissi esterni e interni, impianti di sicurezza

Su tali beni l’aliquota agevolata del 10% si applica solo sulla prestazione e sulla differenza tra il valore complessivo della prestazione e quello dei beni significativi.

ESEMPIO:

Costo totale dell’intervento 10.000 euro, di cui:

a) posa in opera 1.000 euro

b) costo dei beni significativi (ad esempio infissi e persiane) 9.000 euro

Su questi 9.000 euro di beni significativi, l’Iva al 10% si applica su 1.000 euro della posa in opera e sui 1.000 euro della differenza tra l’importo complessivo dell’intervento e quello dei beni significativi (10.000 – 9.000 = 1.000)

Sul valore residuo (8.000 euro) l’Iva si applica nella misura ordinaria del 21%. Su tutti i beni che non sono significativi l’aliquota da applicare è del 10%.

Aliquote IVA per interventi di ristrutturazione, recupero o risanamento conservativo

Per tutte le prestazioni di servizi relativi alla realizzazione degli interventi di restauro, risanamento conservativo o ristrutturazione e per l’acquisto di beni, con esclusione di materie prime e semilavorati, forniti per la realizzazione degli stessi interventi, è sempre prevista, senza nessuna data di scadenza, l’applicazione dell’aliquota Iva del 10%.

Gli adempimenti necessari

Adesso che abbiamo analizzato chi può beneficiare della detrazione irpef, per quali interventi edili eBonus Fiscale 50% per ristrutturazioni NOVITÀ Guide e consigli Normative e legislazioni quali materiali, con quali permessi e con quale aliquota iva, é giunto il momento di far luce sull’Iter burocratico da seguire per portare in detrazione tutte le spese sostenute.

Gli adempimenti previsti per richiedere la detrazione sulle spese di ristrutturazione sono stati recentemente semplificati e ridotti. Dal 14 maggio 2011 è stato soppresso l’obbligo dell’invio della comunicazione di inizio lavori all’Agenzia delle Entrate, ed è sufficiente indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali che identificano l’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti per il controllo della detrazione.

Per quanto riguarda gli interventi ammessi alla detrazione senza necessità di autorizzazioni o pratiche edilizie (vedi paragrafo “Quali sono le opere ammesse e il tetto di spesa”) é sufficiente oltre a pagare con bonifico “parlante”, conservare insieme ai vari documenti di cui parlaremo più avanti, un’autocertificazione dove si specifica che si intende usufruire delle agevolazioni fiscali indicando la legge di riferimento e la data di inizio dei lavori.

Pagamenti con bonifici “parlanti”

Il pagamento delle spese sostenute deve essere inderogabilmente effettuato tramite bonifico bancario o postale e viene definito “parlante” perché al momento dell’esecuzione devono essere specificate nella causale alcune informazioni necessarie senza le quali non sarebbe possibile fruire del bonus fiscale. Ecco l’elenco:

  • Riferimento “articolo 16-bis del Tuir – legge 449/97 e successive modifiche”
  • Codice fiscale del soggetto o dei soggetti che effettuano il pagamento (nel caso in cui le fatture siano intestate a più persone)
  • Partita iva del beneficiario del pagamento
  • Riferimento alla fattura (numero e data)
  • Codice fiscale del condominio e dell’amministratore (per interventi effettuati su parti condominiali di un edificio)

Documenti da conservare

Per essere sicuri di poter usufruire del bonus fiscale e iniziare a detrarre le spese sostenute dall’anno successivo senza brutte sorprese o addirittura eventuali sanzioni é necessario conservare accuratamente tutti i documenti che potrebbero essere necessari in caso di verifiche o controlli:

  • Eventuali permessi necessari per gli interventi eseguiti
  • Copia dei bonifici eseguiti
  • Fatture comprovanti le spese sostenute
  • Comunicazione preventiva all’ASL (se prevista dall’intervento sostenuto)
  • Consenso de parte del proprietario dell’immobile qualora le opere siano eseguite dal “detentore” (locatario, comodatario, ecc.)
  • domanda di accatastamento (se l’immobile non è ancora censito)
  • Delibera assembleare di approvazione esecuzione lavori e tabella millesimale di ripartizione delle spese, quando le opere sono riferiti a parti condominiali